Italia - Genova 
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foto di Giorgio Bergami
 
CARGO 21 Fondazione Luigi Longo 
Castellazzo Bormida Alessandria 
 
https://www.youtube.com/watch?v=LmUUQF_f9og 
A venticinque anni dai drammatici giorni del G8 di Genova del luglio 2001, la memoria torna a interrogare il presente. Sabato 26 settembre alle 17.30, la Fondazione Luigi Longo – Cargo21, in via Baudolino Giraudi 421, nella zona Micarella di Castellazzo Bormida, ospiterà un nuovo appuntamento della rassegna “E a un certo punto il Rosso cambiò colore”, giunta nel 2026 alla sua sesta edizione.Il titolo scelto per l’incontro è già una dichiarazione del tema che verrà affrontato: “Genova 2001.  
Una durissima storia e nessuno ha chiesto scusa”. Al centro della serata ci saranno i fatti che accompagnarono il vertice del G8 e, soprattutto, il tema dell’esercizio e dell’abuso del potere, osservato attraverso immagini, testimonianze e una discussione pubblica. 
L’appuntamento si aprirà con la proiezione del video “Abuso di potere” di Giuliano Ravera, che offrirà il punto di partenza per ripercorrere e discutere una delle pagine più controverse della storia italiana recente.  
Seguiranno gli interventi della scrittrice e giornalista Donatella Alfonso e dell’onorevole Katia Zanotti, indicata nel programma come componente del Comitato interparlamentare di indagine sui fatti di Genova. A coordinare l’incontro sarà Silvana Dameri, della Fondazione Luigi Longo. 
L’appuntamento a Castellazzo Bormida non sarà soltanto una ricostruzione del passato ma un’occasione di confronto su quanto avvenuto e sulle domande che quella stagione continua a lasciare aperte. Il titolo scelto dagli organizzatori, con il riferimento al fatto che “nessuno ha chiesto scusa”, esprime la chiave interpretativa proposta dalla serata e anticipa uno dei temi che saranno sottoposti alla discussione degli ospiti e del pubblico. 
L’ingresso è libero. Per informazioni sono disponibili i numeri 338 3285336 e 393 9094004, oltre all’indirizzo segreteria@fondazioneluigilongo.it. 
Katia Zanotti: "Al G8 a Genova fu vera repressione, ma la situazione non è certo cambiata oggi... Anzi" 
Alberto Ballerino 
25 set 2026 
Tempo di lettura: 2 min 
di Alberto Ballerino 
I venticinque anni delle violenze avvenute a Genova per il G8 continuano a essere oggetto di riflessione. Un nuovo appuntamento sul tema si tiene sabato 26 settembre alle 17,30 a Castellazzo  Bormida nella sede della Fondazione Luigi Longo in via Baudolino Giraudi 421. ‘Genova 2001. Una durissima storia e nessuno ha chiesto scusa’ è il titolo dell’incontro. Sarà proiettato il video ‘Abuso di potere’ di Giuliano Ravera e interverranno nel dibattito la scrittrice e giornalista Donatella Alfonso e l’onorevole Katia Zanotti, componente del Comitato Interparlamentare di indagine sui fatti di Genova. Coordinerà Silvana Dameri (Fondazione Longo). 
 
“Oggi – dice Katia Zanotti -  ripercorrere i  fatti drammatici di Genova significa ripensare una pagina drammatica della storia italiana. Quello che accadde è stato di una gravità inaudita. Ricordiamo gli arresti del tutto arbitrari e senza motivazioni, la morte di Carlo Giuliani, l’assalto e i pestaggi nella scuola Diaz, gli episodi di Bolzaneto. Per la scuola Diaz sono stati più di 96 gli arrestati, tanti i feriti.  Giustamente si è parlato di macelleria messicana con interruzione dei diritti consentiti da uno Stato democratico come quelli di manifestare, di informare la famiglia dei luoghi di detenzione, di accedere direttamente ai legali del Legal Social Forum contro gli arresti arbitrari. Tutto questo rimane una pagina amara. La politica non ha chiesto scusa e persino i magistrati in quei giorni non hanno aperto bocca. Questa è la mia valutazione oggi rispetto a quei fatti che hanno visto una crisi dello Stato democratico peraltro mai riconosciuta”. 
 
La valutazione di oggi richiederebbe un approfondimento. “Questo non è stato compiuto dalla Commissione di indagine parlamentare di cui ho fatto parte. Abbiamo visionato per notti intere i video prodotti dagli operatori di Indymedia, ma la Commissione aveva esclusivamente compiti conoscitivi e non inquisitori. Sarebbe stata utile una commissione di indagine con i poteri della magistratura ma non è stata voluta. Il pm Zucca al processo di Genova sui fatti della Diaz è l’unico che ha puntato il dito sul gotha della polizia, compreso Gianni De Gennaro, allora capo della polizia e molto protetto naturalmente dal centro destra, ma anche dal centro sinistra. Sta di fatto che a conclusione di tutti i processi che hanno riguardato poliziotti, carabinieri, polizia penitenziaria, ecc. ci sono state 44 condanne per Bolzaneto. Molte sono andate in prescrizione, alcuni degli incriminati sono stati persino premiati con carriere dentro e fuori la polizia”. 
 
Rimane il ricordo del movimento no global. “Aveva costruito una nuova idea di sviluppo, legata a una modifica dei modelli occidentali. Erano molti i temi di merito contenuti nella sua piattaforma. Oggi del movimento no global non rimane più niente”. 
 
Ora dopo venticinque anni c’è da chiedersi se sia ancora possibile una repressione coma quella che avvenne a Genova. “Temo dal punto di  vista delle garanzie dello Stato democratico, sono preoccupata anche per i provvedimenti governativi su quanto riguarda le forze dell’ordine, i diritti a manifestare, la libertà di espressione e di produrre atti di dissenso. Non credo sia migliorato niente rispetto ad allora, anzi le prescrizioni si sono aggravate”.                
 
 
Venticinque anni dopo, del vertice G8 di Genova – dal 19 al 22 luglio 2001 – restano solo le immagini della morte di Carlo Giuliani, delle devastazioni dei black bloc, del sangue dei manifestanti feriti nell’assalto alla scuola Diaz, delle violenze nella caserma di Bolzaneto. Ma prima di quella tragica cronaca e della lunga pagina giudiziaria e politica che ne è seguita, il G8 è stato anche il sogno perduto di una generazione – anzi, più di una – che al vertice voleva portare una diversa visione della società e dello sviluppo. E, nello stesso tempo, lo sconcerto e la delusione di Genova, grande città italiana che si era preparata per portare al mondo quelle stesse idee e la migliore accoglienza. 
 
Ne parleremo a Live Pop giovedì 1º ottobre, nell’Auditorium Demetrio Stratos, con Donatella Alfonso, giornalista e scrittrice, cronista di Repubblica nei giorni del G8 ed autrice di “G8 2001: I giorni amari di Genova” (Ed. All Around); Moni Ovadia, attore, cantautore, scrittore; Domenico “Megu” Chionetti, portavoce di Don Andrea Gallo 2003-2013 già presidente Comunità di San Benedetto al Porto 2018-2023, Oggi funzionario Spi-Cgil. Genova. 
Alla serata parteciperà anche The André (pseudonimo di Alberto Ghezzi), musicista che riscrive e reinterpreta celebri brani di musica trap, indie pop e contemporanea (come quelli di Achille Lauro, Calcutta o Lo Stato Sociale) cantandoli con la voce e la poetica tipiche di Faber. Conducono la serata Claudio Agostoni ed Andrea Cegna. 
 
Per il solo pubblico in sala, la serata inizierà alle 21 con un doppio ‘aperitivo’: un bicchierino di uno storico vermouth genovese e la proiezione di video legati alle giornate del G8. Dalle 20 dj set a cura di Matteo Villaci e possibilità di spuntini e birrette. 
Durante l'evento sono state proiettate sequenze da "ABUSO DI POTERE" nell' ultima versione aggiornata montata per la Fondazione Luigi Longo Alessandria e per l'ANPI Genova.